ALI'

TITOLO ORIGINALE Alì
ANNO 2001
PAESE Usa
REGIA Michael Mann
GENERE Sportivo
ATTORI PRINCIPALI Will Smith, Jamie Foxx, Jon Voight, Nona Gaye, Michael Michele, Jada Pinkett Smith, Ron Silver, Jeffrey Wright, Michael Bentt, James Toney
DURATA - FOTOGRAFIA 150' - colore
PRODUTTORE DVD RCV
Alì - Michael Mann

 

 

Alì - Michael Mann
Alì - Michael Mann
Alì - Michael Mann
Alì - Michael Mann

 


Punteggio assegnato al film: ***½
Punteggio complessivo assegnato al dvd (edizione e film): ***
Punteggio Claudio Colombo Cinetop: **½
 Ali
(2001) on IMDb

Recensione del 17/1/2008

 

 

Qualità video: molto buona (la sgranatura delle immagini nella prima sequenza, quando Alì corre per strada nell'oscurità, sembrerebbe proprio intenzionale, anche perché è montata in alternanza con la scena del concerto, perfetta)
Qualità audio: molto buona. Soprattutto il respiro dei pugili sul ring è impressionante.
Lingue: Francese DTS 5.1, Francese e Inglese 5.1 DD
Sottotitoli: in francese, escludibili.
Formato video: 2.35:1  16/9  
Extra significativi: -

Edizione per il Benelux trovata su Amazon.fr nell'autunno 2007 a un prezzo stracciato. Il distributore dell'edizione italiana è Cecchi Gori.


COSA MI E' PIACIUTO: anzitutto, si parla del mio eroe sportivo assoluto, Muhammad Alì, il più grande pugile di tutti i tempi, grande uomo, bello, forte, intelligente, meraviglioso danzatore del ring. Chi di voi non è caduto dalla sedia quando lo ha visto comparire all'improvviso con la fiaccola olimpica nelle sue mani tremanti, lo sguardo fiero, forte, luminoso, quale ultimo tedoforo all'inaugurazione dei Giochi del Centenario, ad Atlanta nel 1996? Michael Mann ha suddiviso il racconto in tre parti, puntando, per il finale, sul match storico per eccellenza, quello sostenuto contro George Foreman nel 1974 a Kinshasa, nello Zaire. Un capolavoro di tattica e di intelligenza contro la forza bruta di Foreman, campione in carica e picchiatore spaventoso (ma un uomo buono): alle corde per sette riprese, capace di difendersi in un fazzoletto rinunciando alla sua proverbiale mobilità, a metà dell'ottava ripresa il nostro capì che il suo avversario cominciava a dubitare dei propri mezzi, e con una combinazione di colpi veloci e potenti, uscito subitaneamente dalle corde, lo mise al tappeto. Elegante e discreto il modo in cui la fatidica ottava ripresa viene annunciata. Per la portata storica dell'evento, ma anche per la cura con cui Mann lo ha riprodotto, le sequenze del match, seguite dall'apoteosi finale, destano una viva emozione. La qualità del pugilato è molto verosimile. Le smorfie di Alì nel match contro Liston che gli diede per la prima volta il titolo, perché il campione in carica lo aveva temporaneamente accecato con una pomata spalmata sui guantoni, ricordano perfettamente quelle del match originale. Sotto il profilo documentario, dunque, il film è molto agguerrito. Splendidamente rappresentata la dignità nella sconfitta (contro Frazier). Nella seconda parte si parla delle vicende politiche e giudiziarie del pugile, che fu privato del titolo e della licenza pugilistica per aver rifiutato l'arruolamento per il Vietnam. Questa sezione è basata soprattutto sulle autentiche conferenze stampa. In tutto il film è molto importante la parte musicale, ci sono almento tre lunghe sequenze che rappresentano dei veri e propri numeri musicali, a cominciare da quella di apertura. Suggestiva quella dell'allenamento in Africa. Bravo Will Smith, anche come pugile. Irriconoscibile Jon Voight: merito dei truccatori, ma anche suo. Non è facile fare un bel film sullo sport, perché, come ha spiegato più volte Rino Tommasi, nello sport l'incertezza del risultato è quasi tutto. Ma qui Mann, come già Scorsese in "Toro scatenato", riesce a neutralizzare il problema spostando l'interesse dello spettatore sul personaggio, e sull'uomo più che sullo sportivo. Del resto Alì dura due ore e mezza, che volano via in un attimo.


COSA NON MI HA CONVINTO: regia molto elaborata nella prima parte. Si snellisce però notevolmente col passare delle sequenze, fino ad assumere i toni del documentario nell'ultimo straordinario quarto d'ora. La parte che concerne le vicende sentimentali di Alì è la meno interessante. Gli stacchi sugli spettatori durante i match qualche volta peccano di ingenuità.

 

Ho visto Alì in inglese con i sottotitoli in francese.


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Michael Mann su Amazon.it

 

 

 

 

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Nota sulle immagini