COSA MI E' PIACIUTO:
Amadeus è piaciuto incondizionatamente a tutte le persone
con un seppur marginale interesse per la musica con cui io abbia avuto
modo di parlare di questo film. Ricordo in particolare due opinioni
dell'epoca: la mia insegnante di pianoforte, compositrice e musicologa,
disse che a prescindere dalla sua attendibilità storica, un film
di due ore e mezza che non annoia nessuno dev'essere per forza un film
riuscito; un mio alunno di scuola media esclamò con il tono di
chi enuncia fieramente la propria immutabile filosofia di vita: "Io
l'ho visto cinque volte". E a me, cos'è piaciuto? Premettendo
che non l'ho visto 5 volte, ma solo 4, la prima al cinema, la seconda
in tv, la terza e la quarta in dvd, debbo constatare di non essere ancora
riuscito a trovare un'autentica debolezza in Amadeus, e ad
ogni nuova visione ho apprezzato vieppiù la straordinaria forza
narrativa della musica, tanto che mi sembra quasi di assistere ad un
lavoro musicale più che a un film nel senso tradizionale del
termine, un po' come in Aleksandr
Nevskij. La musica è l'attore principale, onnipresente
quantunque invisibile, e ogni volta entra, sempre a tempo e con i giusti
toni, e cambia la storia e gli umori. Non so quanto di Forman e quanto
di Peter Shaffer, sceneggiatore nonché autore del copione teatrale
da cui il film è stato tratto, ci sia nei meriti di questa riuscita,
ma è il risultato che conta. Lo stesso direi ai musicologi che
recentemente hanno sostenuto che i capolavori di Mozart, e anche quelli
di Haydn, sono in realtà opere di Andrea Luchesi, compositore
di Motta di Livenza. Anche se così fosse (e così non è:
basta ascoltare i lavori sicuramente composti da Luchesi che ci sono
pervenuti per smascherare la bufala), chi se ne importa? Ciò
che rimane è la musica "di Mozart": qualcuno l'avrà
pure scritta. Le mie sequenze preferite: il Requiem dettato a Salieri
dal letto di morte, e il susseguente funerale - il più straziante
che io ricordi in un film. Bravo Hulce, ma è soprattutto Murray
Abraham a offrire una prova memorabile. Forman ha sempre saputo parlare
di musica; si confronti il fastoso Amadeus con il poverissimo
Konkurs, suo lungometraggio d'esordio in Cecoslovacchia, quasi
un documentario: li accomuna il talento del narratore comunicativo e
spontaneo che ama la musica.
COSA NON MI HA CONVINTO: come ho già detto, non riesco a trovare
punti deboli in questo film.
CURIOSITA': una delle attrici cecoslovacche è
Hana Brejchová, protagonista del primo film di successo di Forman:
Gli amori di una bionda. Devo ammettere che non l'ho riconosciuta.
Ho visto Amadeus in inglese con i sottotitoli
in italiano. Questi ultimi contengono autentiche perle di saggezza,
come "le corde all'unisono" in riferimento agli "strings"
originali, per non citare che la più luminosa.