BRAZIL

TITOLO ORIGINALE Brazil
ANNO 1985
PAESE Gran Bretagna
REGIA Terry Gilliam
GENERE Fantastico
ATTORI PRINCIPALI Jonathan Pryce, Robert De Niro, Katherine Helmond, Ian Holm, Bob Hoskins, Michael Palin, Kim Greist
DURATA - FOTOGRAFIA 137' - colore
PRODUTTORE DVD Fox
Brazil - Terry Gilliam

 

 

Brazil - Terry Gilliam
Brazil - Terry Gilliam
Brazil - Terry Gilliam
Brazil - Terry Gilliam

 


Punteggio assegnato al film: ****
Punteggio complessivo assegnato al dvd (edizione e film): ****

Recensione del 26/10/2006

 

 

Qualità video: eccellente.
Qualità audio: missaggio molto squilibrato: la musica è troppo forte e tende a sommergere i dialoghi.
Lingue: Inglese, Italiano e Francese 2.0 Dolby Surround.
Sottotitoli: italiano, inglese, francese e olandese.
Formato video: 1.85:1 16/9
Extra significativi: un documentario di circa mezz'ora dal titolo "Cos'è Brazil".

 



COSA MI E' PIACIUTO: libertà individuale contro efficienza (presunta) del sistema (leggasi burocrazia soffocante). Sogno contro realtà. Il sogno è l'aspirazione ad inseguire le proprie inclinazioni, la realtà è semplicemente disgustosa. Il mondo di questo film è collocato in un futuro pseudo-tecnologico intasato di tubi, e sia nel suo insieme che nei suoi miliardi di dettagli è un caso grave di incontenibile, adorabile follia creativa. Sarà bene ricordare che Terry Gilliam fa parte del gruppo dei Monty Python e oltre ad esserne il regista, è uno dei due autori di questo rutilante delirio. Citazioni cinematografiche a iosa, per ricordare che benché diverso da tutti gli altri, è pur sempre un film. Si ride molto, ma alla fine resta una dolce tristezza. Bravo J. Pryce, iperprotagonista quasi onnipresente (è al centro della vicenda reale, se reale si può definire, ed è il protagonista dei sogni), ma è assistito da deuteragonisti di lusso come Michael Palin (altro Monty Python), Bob Hoskins e Robert De Niro. Il titolo è legato alla canzone che accompagna il film in tutte le salse (perfino nei suoni emessi da una pulsantiera). Riprese in stile espressionista, che ricordano il Lang di Metropolis o il Welles di Citizen Kane, e surrealista, con gli onnipresenti tubi a sostituire le stampelle di Dalí.

COSA NON MI HA CONVINTO: -


Ho visto Brazil in inglese con sottotitoli in italiano (macchiati da frequenti refusi).


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Nota sulle immagini