L'ALBERO DEGLI ZOCCOLI

TITOLO ORIGINALE L'albero degli zoccoli
ANNO 1978
PAESE Italia
REGIA Ermanno Olmi
GENERE Drammatico
ATTORI PRINCIPALI Attori non professionisti
DURATA - FOTOGRAFIA 179' - colore
PRODUTTORE DVD Istituto Luce
L'albero degli zoccoli - Ermanno Olmi

 

 

L'albero degli zoccoli - Ermanno Olmi
L'albero degli zoccoli - Ermanno Olmi
L'albero degli zoccoli - Ermanno Olmi
L'albero degli zoccoli - Ermanno Olmi

 


Punteggio assegnato al film: *****
Punteggio complessivo assegnato al dvd (edizione e film): ****
Punteggio Claudio Colombo Cinetop: ****
Punteggio assegnato da voi: *****
 L'albero degli zoccoli
(1978) on IMDb

Recensione del 27/9/2006

 

 

Qualità video: discreta. Un po' di grana e un po' di sporcizia, ma a livelli sempre accettabili.
Qualità audio: buona la traccia originale in bergamasco, con un missaggio molto equilibrato. Più squilibrata la traccia italiana mono, innaturale quella 5.1. Sul primo disco c'è un'interessantissima introduzione di Ermanno Olmi sull'argomento audio nelle riedizioni dei film in dvd.
Lingue: Italiano Dolby Digital e DTS 5.1, Italiano Mono, Bergamasco Mono
Sottotitoli: italiano, bergamasco, inglese, francese, spagnolo
Formato video: 1.33:1  4/3
Extra significativi: intervista ad Ermanno Olmi

Regione 0 - Edizione a due dischi (il film è diviso fra i due dischi: 2 ore e 8' sul primo, 50' e gli extra sul secondo).


COSA MI E' PIACIUTO: elegia della vita contadina, descritta con la precisione del documentarista, con la sensibilità del grande poeta, con il senso del racconto del grande narratore di piccoli eventi e del raffinato pittore di scene del quotidiano, e tutte queste qualità si riassumono nell'opera maggiore di uno dei più grandi registi del nostro tempo, che si muove come un viaggiatore al di fuori del tempo nel paesaggio dell'anima collettiva di una comunità. La profondità dell'esplorazione spirituale serve a far comprendere il significato della religione per gente che ha tanto poco dalla vita: se la realtà tangibile non offre alcun conforto, lo si cerca oltre, ma pur sempre in un territorio ideale patrimonio di tutti e occasione di comunione con la natura. La struttura multi-generazionale della famiglia di allora a me sembra tanto più felice e funzionale di quella dei nostri giorni, se solo ci fossero le condizioni per poterla conservare. Lo splendore figurativo è particolarmente apprezzabile perché non vi è alcun ricorso alla spettacolarità: la bellezza non è ricercata, è semplicemente còlta. Magnificamente guidati gli interpreti, attori non professionisti che recitano sé stessi. L'ascolto dell'originale in dialetto bergamasco è imprescindibile: i milanesi come me capiranno benissimo, perché è un bergamasco della bassa, non delle valli, e comunque i sottotitoli italiani sono molto fedeli (e c'è anche la trascrizione in dialetto). E' un po' difficile estrapolare particolari simbolo da questo immenso affresco, ma ricorderò almeno la richiesta di grazia per la vacca malata, la decisione del figlio maggiore della vedova di tenere in casa i fratellini più piccoli, e il commovente, silenzioso finale. Bellissima la colonna sonora: la musica organistica di Bach (e il violoncello solo nella scena del "viaggio di nozze") si alterna alle canti popolari della tradizione contadina in un tessuto leggero, che aderisce dolcemente come un velo sul capo della sposa. Palma d'oro nel 1978 ad un'opera che a mio avviso ha un'importanza analoga a quella de I promessi sposi in letteratura.

COSA NON MI HA CONVINTO: -

CURIOSITA': i brani organistici di Bach sono eseguiti da Fernando Germani. La musica per violoncello solo di J.S. Bach è straordinariamente "fono-genica" in ambito cinematografico. Il film è stato girato principalmente nella zona di Martinengo.

Ho visto L'albero degli zoccoli in bergamasco senza sottotitoli.


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