COSA MI E' PIACIUTO:
il soggetto è affascinante e sviluppato con molto garbo. E' stato
considerato da alcuni, limitativamente, un film sull'omosessualità.
A me sembra che parli semplicemente d'amore, nella sua essenza e non
per la forma in cui si manifesta. La regia di Ozpetek è molto
attenta a stabilire i punti di osservazione, ovvero non solo a determinare
di volta in volta cosa inquadrare e come, ma anche da dove, a partire
da quale personaggio. L'onnipresente Stefano Accorsi è richiesto
da tutte le parti secondo me perché è proprio bravo, e
poi la sua dizione è di una pulizia esemplare: sotto questo aspetto
sembra un attore di 40 anni fa. L'avevo visto, e molto apprezzato, per
la prima volta in Ormai è fatta!, bello e inusuale film
di Enzo Monteleone che mi auguro venga pubblicato in dvd, prima o poi.
L'incantevole Margherita Buy invece non ha bisogno di essere difesa:
credo che la sua enorme bravura sia riconosciuta da tutti, come un'evidenza
innegabile, aiutata anche da un fascino personale alimentato dalla sua
apparente e forse reale fragilità.
COSA NON MI HA CONVINTO: il personaggio di Ernesto porta Ozpetek a un'incursione
nel patetico un po' fuori misura e un po' troppo vicino all'orbita di
un Matarazzo (con tutto il rispetto che quel tipo di cinema merita).
Erica Blanc ci mette un po' a mettere a fuoco la sua interpretazione,
e peraltro esce benissimo alla distanza. Forse qualche battuta detta
dagli attori di contorno, soprattutto nella parte iniziale, meritava
ulteriori tentativi.
Ho visto Le fate ignoranti in italiano.