LE VACANZE DI MONSIEUR HULOT

TITOLO ORIGINALE Les vacances de Monsieur Hulot
ANNO 1953
PAESE Francia
REGIA Jacques Tati
GENERE Umoristico
ATTORI PRINCIPALI Jacques Tati, Nathalie Pascaud
DURATA - FOTOGRAFIA 83' - bianco e nero
PRODUTTORE DVD Opening - Les films de ma vie
Le vacanze di Monsieur Hulot (Les vacances de Monsieur Hulot) - Jacques Tati

 

 

Le vacanze di Monsieur Hulot (Les vacances de Monsieur Hulot) - Jacques Tati
Le vacanze di Monsieur Hulot (Les vacances de Monsieur Hulot) - Jacques Tati
Le vacanze di Monsieur Hulot (Les vacances de Monsieur Hulot) - Jacques Tati
Le vacanze di Monsieur Hulot (Les vacances de Monsieur Hulot) - Jacques Tati

 


Punteggio assegnato al film: ****½
Punteggio complessivo assegnato al dvd (edizione e film): ***½
Punteggio Claudio Colombo Cinetop: ****
Punteggio assegnato da voi: ****
 Les vacances de Monsieur Hulot
(1953) on IMDb

Recensione del 28/12/2004

 

 

Qualità video: buona, un bel bianco e nero incisivo e con poca sporcizia.
Qualità audio: discreta. La cosa importante, in questo film più sonoro che parlato, è che si sentano bene tutti i rumori, e fin qui ci siamo.
Lingue: Francese mono (la comprensione della lingua per i film di Tati non è un requisito indispensabile)
Sottotitoli: nessuno.
Formato video: 1.33:1  4/3
Extra significativi: cortometraggio "Soigne ton gauche", del 1936, con Jacques Tati, diretto da René Clément. Dura circa un quarto d'ora. E' interessante perché ci mostra un Tati molto giovane, e contiene alcune piccole anticipazioni del suo primo lungometraggio, Giorno di festa. Notevole la somiglianza fisica con Dario Fo.

Questo dvd è stato acquistato in Francia qualche anno fa. L'edizione contenuta nel cofanetto della Sanpaolo dedicato a Tati dovrebbe essere identica, a parte il doppiaggio (di cui, dato che in tutto il film nessuno dice alcunché di essenziale, non si sentiva il bisogno). Nella versione vhs della Sanpaolo, invece, c'erano dei tagli. Mancava, per esempio, la bellissima sequenza dello "squalo".

 


COSA MI E' PIACIUTO: la meccanica perfettamente congegnata delle gags, che sono concatenate in modo da inserirsi naturalmente nel respiro del film, si combina con la grande umanità di fondo. Tati si burla dei vacanzieri sorridendo dei loro vizi e delle loro scialbe abitudini, senza però mai disprezzarli, ma anzi dimostrando loro il suo affetto attraverso Hulot, che continua ad essere gentile con tutti, benché raramente ricambiato. Propone degli stereotipi in modo talmente benigno e delicato da non farceli quasi riconoscere: Martine, per esempio, sembra costantemente impegnata in uno spot pubblicitario di non si sa cosa. Tutta quell'umanità cerca soltanto di essere felice, tanto che Hulot travolge, alzando al massimo il volume del giradischi, la voce dell'annunciatore radiofonico che adombra le prime nubi della guerra imminente. Il nostro ridicolizza l'automobile iniziando un percorso che lo condurrà fino a Trafic (film di cui attendo con ansia la realizzazione in dvd, annunciata da anni). Non saprei indicare quali siano le mie scene preferite: dovrei scegliere l'intero film. La sonorizzazione, realizzata in studio, rappresenta un ingrediente essenziale nella comicità di Tati: spesso i rumori sono indispensabili alla concatenazione degli eventi, e a suggerirci cosa sta succedendo. Indimenticabile il brano di Alain Romans, intenzionalmente banale e leggero, ripetuto in tutte le salse da cima a fondo: perfetto per il film, perché non incarna la banalità, ma bensì, come l'opera nell'insieme, la sua lucida descrizione.

COSA NON MI HA CONVINTO: qualche imprecisione nel montaggio.

CURIOSITA': nel doppiaggio italiano la donna che passeggia seguita a distanza di qualche metro dal marito, chiama il consorte Arturo. Nella versione originale non dice nulla. La gag del cavo del carro attrezzi è stata ripresa da Paolo Villaggio in un suo film. Villaggio ha più volte manifestato la sua adorazione per Jacques Tati, e ritiene che Le vacanze sia il suo capolavoro. Il conducente della corriera, che si ritrova il bambino con la testa infilata nel volante, è sempre Jacques Tati.

Ho visto Le vacanze di Monsieur Hulot nell'unico modo possibile, con la traccia audio originale senza sottotitoli.


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