L'INFANZIA DI IVAN

TITOLO ORIGINALE Ivanovo detstvo
ANNO 1962
PAESE Urss
REGIA Andrej Tarkovskij
GENERE Drammatico
ATTORI PRINCIPALI Nikolaj Burljaev, Valentin Zubkov
DURATA - FOTOGRAFIA 91' - bianco e nero
PRODUTTORE DVD General Video
L'infanzia di Ivan (Ivanovo Detstvo) - Tarkovskij

 

 

L'infanzia di Ivan (Ivanovo Detstvo) - Tarkovskij
L'infanzia di Ivan (Ivanovo Detstvo) - Tarkovskij
L'infanzia di Ivan (Ivanovo Detstvo) - Tarkovskij
L'infanzia di Ivan (Ivanovo Detstvo) - Tarkovskij

 


Punteggio assegnato al film: ****½
Punteggio complessivo assegnato al dvd (edizione e film): ***½

Recensione del 2/9/2004

 

 

Qualità video: qualche momento critico all'inizio e alla fine, ma nel complesso il livello generale è buono
Qualità audio: ottima, fortunatamente, perché le musiche sono molto belle e perfettamente funzionali
Lingue: Italiano Dolby Digital 5.1,  Russo Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: italiano
Formato video: 1.33:1  4/3
Extra significativi: documentario sulla guerra di circa 45' firmato da Dovzhenko, e un altro documentario sui bambini russi in guerra, un po' più breve, che spiega - a priori - la genesi de L'infanzia di Ivan, a coloro che si fossero chiesti: "Ma cosa ci faceva un bambino in guerra, che si è inventato questo Tarkovskij?". Ciò non toglie che il documentario grondi retorica da ogni fotogramma.




COSA MI E' PIACIUTO: è il primo film di Tarkovskij universalmente conosciuto (non ho mai visto il precedente Il violino e il rullo compressore), e già ci sono molti degli elementi che hanno caratterizzato tutto il suo cinema: le immagini sono di sublime bellezza, una sorta di canto di devozione verso la natura, cui fa da contrappunto la denuncia della guerra come atto di violenza prima di tutto contro la natura stessa, e di conseguenza nei confronti del diritto dei bambini a vivere serenamente la loro infanzia. Del tronfio cantilenare di Ivan che affligge il doppiaggio italiano non v'è traccia nell'originale, dove Ivan appare per quello che è: un ragazzino. Il finale è straordinariamente emozionante, per il contrasto fra le tenebre spaventose della penultima sequenza e il chiarore dell'ultimo sogno che, compiuto il destino di Ivan, diventa il sogno di tutta l'umanità. Le bellissime musiche sono di Viaceslav Ovcinnikov, che continuerà la sua collaborazione con Tarkovskij in occasione di Andrej Rubliov e di Solaris (ho controllato, ma ci avrei scommesso la casa che era lo stesso compositore).

COSA NON MI HA CONVINTO: nulla. E' il film che mi ha fatto conoscere Tarkovskij, diversi anni fa, e l'affetto che gli porto mi impedirebbe di vedere qualsiasi difetto, se ve ne fossero.

CURIOSITA': il film vinse il Leone d'Oro. "Accusato, non senza ragione, di formalismo e morbido poeticismo". Sono parole di Morando Morandini, che io ammiro moltissimo, ma al quale chiederei, qualora fosse ancora convinto di quel tetro e anacronistico "non senza ragione", se il "formalismo" è qualcosa di cui si può davvero accusare qualcuno, e che cosa intende per "morbido poeticismo". Nella "Storia del Cinema" della Garzanti, scritta da Morandini con Fofi e Volpi, si dice che le accuse di formalismo sono giustificate dal vizio di un poeticismo "leccato". In realtà ho capito benissimo il senso di quelle parole, soltanto stento a riconoscervi chi le ha scritte. Peraltro va detto che la recensione era complessivamente favorevole.

Ho visto L'infanzia di Ivan in russo con i sottotitoli in italiano.


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