M - IL MOSTRO DI DÜSSELDORF

TITOLO ORIGINALE M
ANNO 1931
PAESE Germania
REGIA Fritz Lang
GENERE Drammatico
ATTORI PRINCIPALI Peter Lorre, Otto Wernicke, Gustav Gründgens, Theodor Loos, Friedrich Gnaß, Georg John, Ellen Widmann
DURATA - FOTOGRAFIA 106' - bianco e nero
PRODUTTORE DVD CVC
M (Il mostro di Düsseldorf) - Fritz Lang: Peter Lorre

 

 

M (Il mostro di Düsseldorf) - Fritz Lang: Peter Lorre
M (Il mostro di Düsseldorf) - Fritz Lang
M (Il mostro di Düsseldorf) - Fritz Lang
M (Il mostro di Düsseldorf) - Fritz Lang: Peter Lorre

 


Punteggio assegnato al film: *****
Punteggio complessivo assegnato al dvd (edizione e film): ***½

Recensione del 7/10/2006

 

 

Qualità video: buona. Il film è stato restaurato nel 2000, con la reintegrazione di alcune scene mancanti nella copia di riferimento, che è più breve rispetto all'originale, prese da altre copie. La qualità non è uniforme, ma sempre accettabile.
Qualità audio: sufficiente
Lingue: Italiano e Tedesco Mono
Sottotitoli: italiano, obbligatori acon l'audio originale tedesco
Extra significativi: -

Raccomando di non confondere questa edizione CVC, che reca la dicitura "Versione integrale", con quella della Ermitage.


COSA MI E' PIACIUTO: è cronologicamente il primo grande capolavoro del cinema parlato. Ci viene da un regista che aveva già fatto alcuni film di notevole importanza, ma che trova il culmine della sua ispirazione con quest'opera, che contiene molti elementi di originalità. L'ellissi, cioè il far capire qualcosa mostrando qualcos'altro, che è uno strumento tipico del cinema muto, trova qui un'inaudita potenza espressiva con l'ausilio dell'improvvisa mancanza di suoni: le scale deserte, l'orologio a muro, il piatto vuoto, il fantoccio di gomma, e più avanti i locali del palazzo dove si è rifugiato il mostro, e la vecchia distilleria abbandonata, il silenzio tombale poco prima dell'irruzione della polizia... Poi c'è il montaggio parallelo che accosta due vicende simili ma contrastanti: la riunione della polizia e quella dei malviventi che organizzano la caccia all'assassino; i malviventi che lavorano per cercare il mostro, e questi che lavora per produrre un utensile che gli permetta di uscire. La lettura o il racconto illustrati da una serie di immagini statiche, come una serie di diapositive. La "cattura" dell'anziano signore scambiato per l'assassino, con la frenesia della gente inferocita che monta inarrestabilmente resa con una verosimiglianza spaventosa. Il motivo del Peer Gynt di Grieg fischiettato dall'assassino, che fa percepire la sua presenza anche senza mostrarlo, ponendoci nelle stesse condizioni dell'ambulante cieco che lo smaschera. L'idea è resa più suggestiva dall'assenza di una vera colonna sonora. Ci sono bellissime invenzioni figurative, dovute ad insolite composizioni dello scenario (per esempio le vetrine, o i già citati locali deserti) o ad altrettanto insolite angolazioni di ripresa. E in un contesto così tremendo non mancano alcuni preziosismi umoristici. Peter Lorre bravissimo, e in particolare stupefacente nella scena in cui una preda che già pregustava gli viene sottratta in extremis. E' una di quelle opere che destano viva commozione indipendentemente dai contenuti narrativi, anche soltanto nella contemplazione del loro valore.

COSA NON MI HA CONVINTO: o meglio cosa non mi convinceva. Prima di vedere la versione restaurata, mi chiedevo come potesse essere trascurata la colpa di quei genitori che sapendo della presenza in città di un collezionista di bambine lasciavano ancora girare i loro cuccioli senza controllo. Eh, già, ma mancava la sequenza finale.

CURIOSITA': Peter Lorre non sapeva fischiettare, perciò il motivo del Peer Gynt in realtà è "eseguito" da Fritz Lang.


Ho visto M in tedesco con i sottotitoli in italiano


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