UN PROVINCIALE A NEW YORK

TITOLO ORIGINALE The Out-of-Towners
ANNO 1970
PAESE Usa
REGIA Arthur Hiller
GENERE Commedia
ATTORI PRINCIPALI Jack Lemmon, Sandy Dennis
DURATA - FOTOGRAFIA 93' - a colori
PRODUTTORE DVD Paramount "Widescreen Collection"
Un provinciale a New York (The Out-of-Towners) - Arthur Hiller (Jack Lemmon, Sandy Dennis)

 

 

Un provinciale a New York (The Out-of-Towners) - Arthur Hiller (Jack Lemmon, Sandy Dennis)
Un provinciale a New York (The Out-of-Towners) - Arthur Hiller (Jack Lemmon, Sandy Dennis)
Un provinciale a New York (The Out-of-Towners) - Arthur Hiller (Jack Lemmon, Sandy Dennis)
Un provinciale a New York (The Out-of-Towners) - Arthur Hiller (Jack Lemmon, Sandy Dennis)

 


Punteggio assegnato al film: ***
Punteggio complessivo assegnato al dvd (edizione e film): **½

Recensione del 6/10/2005

 

 

Qualità video: discreta.
Qualità audio: più che sufficiente la traccia inglese. C'è pochissima musica, e peraltro insignificante, e i dialoghi sono chiari.
Lingue: Inglese, Italiano, Francese, Tedesco, Spagnolo Dolby Digital Mono
Sottotitoli: in 22 lingue comprese quelle citate sopra
Formato video: 1.78:1 16/9 (essendo nel formato corretto, non si vedono i microfoni nella scena dell'inseguimento a Central Park, come invece accade nella versione trasmessa in tv)
Extra significativi: niente


COSA MI E' PIACIUTO: la serie di disavventure è molto ben concatenata. C'è un po' di esagerazione, certo, ma tutti sappiamo che quando un viaggio nasce male poi può succedere di tutto, e ogni contrattempo alimenta il successivo. Jack Lemmon si trasforma da ambizioso uomo d'affari in rottame in magnifica progressione, mentre la simpaticissima Sandy Dennis continua a esprimere la sua serena indulgenza nella cattiva sorte come nella disgrazia (impossibile sapere come si comporti nelle situazioni normali, dal momento che va tutto storto dall'inizio alla fine). Non ci sono sequenze da antologia, ma nemmeno momenti di fiacca, e quindi il divertimento è assicurato anche nelle visioni ulteriori.

COSA NON MI HA CONVINTO: il film parte già di corsa, senza alcuna premessa. Dove i protagonisti siano diretti ce lo dice la moglie che chiede al marito, più o meno, "se è contento di andare a New York per accettare il nuovo posto che i suoi dirigenti gli hanno offerto". Il cinema sonoro ha a disposizione mezzi un po' più raffinati per farci capire a cosa stiamo per assistere. La musica parte con una retorica scherzosa vetero-hollywoodiana nella primissima sequenza, per poi sparire quasi del tutto in seguito, come se si fossero dimenticati di aggiungere il resto. Come ho già detto, nonostante la ridondanza delle coincidenze sfortunate, le disavventure mantengono sempre una certa credibilità (a parte forse l'episodio del bambino ispanico e l'inseguimento della guardia a cavallo), ma non succede mai nulla di veramente imprevedibile. La morale sulla disumanità delle metropoli la condivido anche, ma qui è espressa in maniera troppo semplicistica: il dialogo del pre-finale sul bordo della vasca da bagno è decisamente mal concepito. A proposito del titolo italiano: perché UN provinciale a New York? Sono due, mi pare.

Ho visto Un provinciale a New York in inglese con sottotitoli in italiano.


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