CLAVINOVA YAMAHA CLP-270

 

5. LA TASTIERA (2)

Qui potete ascoltare due piccoli esempi di note ribattute. Il primo passaggio è eseguito con la classica diteggiatura 4-3-2-1, il secondo con 3-1-3-1.

Note ribattute *

(* tutti i files sonori contenuti in questa recensione sono mp3 a 128 kbps, qualitativamente a metà strada fra gli mp3 a 24-32 kbps e quelli a 192 kbps che propongo nelle pagine musicali di questo sito)

E qui alcuni passaggi in glissando, variando tecnica, dinamica e pedalizzazione. Non ho pagato alcun tributo di sangue per realizzare questo breve demo, al contrario di quanto accade su certe tastiere, anche di pianoforti blasonatissimi, che provocano la rottura della pelle vicino all'innesto delle unghie.

Glissando

E' inutile farvi sentire quali livelli di pianissimo si possono raggiungere, perché molto dipende dalle impostazioni della curva dinamica. In ogni caso, qualsiasi digitale al solo sfiorare un tasto restituisce comunque un suono: questa è una caratteristica ideale per gli studenti, che per suonare "pulito" devono fare la massima attenzione a non toccare i tasti non necessari, dopodiché su un acustico diventa tutto più facile.

 


La tastiera del CLP-270 non è particolarmente rumorosa. Conosco qualcuno che suonando di notte in cuffia su un digitale ha ricevuto le lamentele dei vicini di casa per il rumore prodotto dalla meccanica. Non credo che con questo pianoforte ciò possa accadere.

Forse non sarà del tutto inutile ricordare che la regolazione della "durezza" della tastiera non influisce sul peso dei tasti, ma solo sulla risposta in termini di dinamica del suono. In altre parole: se impostate la tastiera su "hard", per ottenere un fortissimo dovrete darci dentro con tutte le vostre energie. In cambio avrete un più facile controllo del piano e del pianissimo. A chi ha la tendenza a pestare, raccomando l'impostazione "soft": qualsiasi pianoforte adora le carezze, accontentiamolo!

 


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