LA FONTANA DELLA VERGINE

TITOLO ORIGINALE Jungfrukällan
ANNO 1960
PAESE Svezia
REGIA Ingmar Bergman
GENERE Drammatico
ATTORI PRINCIPALI Max von Sydow, Birgitta Valberg, Gunnel Lindblom, Birgitta Pettersson, Axel Düberg, Tor Isedal, Ove Porath
DURATA - FOTOGRAFIA 85' - bianco e nero
PRODUTTORE DVD BIM - QMedia per Ciak
La fontana della vergine (Jungfrukällan) - Ingmar Bergman

 

 

La fontana della vergine (Jungfrukällan) - Ingmar Bergman
La fontana della vergine (Jungfrukällan) - Ingmar Bergman
La fontana della vergine (Jungfrukällan) - Ingmar Bergman
La fontana della vergine (Jungfrukällan) - Ingmar Bergman

 


Punteggio assegnato al film: ****½
Punteggio complessivo assegnato al dvd (edizione e film): ****
Punteggio Claudio Colombo Cinetop: ****
Punteggio assegnato da voi: ***½
 Jungfrukällan
(1960) on IMDb

Recensione del 9/6/2005

 

 

Qualità video: ottima.
Qualità audio: buona.
Lingue: Svedese e Italiano Dual Mono
Sottotitoli: italiano (non escludibili con l'audio svedese)
Formato video: 1.33:1  4/3
Extra significativi: ben più di un extra, anche se sulla fascetta viene considerato come tale, è presente sul medesimo dvd il film Crisi (Kris), primo film diretto da Ingmar Bergman nel 1945. Breve commento di Piera Detassis, da vedere alla fine, e non prima, se non si conosce il film.

Ho acquistato il dvd in edicola. Esso fa parte della serie dei "Ciak Cult Movie" tratti dalla "Bergman Collection" della BIM.


COSA MI E' PIACIUTO: la forza delle immagini, la cui bellezza risalta nei momenti di quiete come nelle scene più terribili. Ma siccome in arte la bellezza senz'anima non esiste, qui, dietro ad ogni singola inquadratura c'è un'idea. Non credo che se si chiedesse a Bergman perché per una certa ripresa ha scelto proprio quell'inquadratura, lui risponderebbe "Perché mi piaceva così". Perciò quando il padre (von Sydow) s'inginocchia e chiede a Dio perché ha permesso tutto ciò che era accaduto, e la macchina da presa lo inquadra costantemente di spalle, non è per un capriccio (sul significato di questa scelta ciascuno può avere la propria idea). Alla spiritualità viene contrapposta una vivissima concretezza, non necessariamente simbolica, come vediamo in altri film di Bergman, o comunque non sempre tale. E proprio per questa comcretezza io preferisco questo film al ben più celebrato Il settimo sigillo, che affronta tematiche molto simili in termini più vaghi. La fulgida fotografia in bianco e nero del fido Nyqvist conta parecchio. Il finale, che spiega il titolo, è bellissimo e commovente.

COSA NON MI HA CONVINTO: nulla da dire, a meno che il fatto che sia stato premiato con l'Oscar non debba farmi sospettare che mi è sfuggito qualcosa.

CURIOSITA': la stessa storia è stata trasposta dal Medioevo ai nostri giorni in un film di Aldo Lado del '75 intitolato "L'ultimo treno della notte" (con E.M. Salerno e Flavio Bucci). Questo l'ho visto. Lado era stato preceduto da Wes Craven che nel '72 aveva fatto "L'ultima casa a sinistra". E questo non l'ho visto. Quando un regista decide di andare in cerca di grane, ecco che rifà un classico...


Ho visto La fontana della vergine in svedese con i sottotitoli in italiano.


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Nota sulle immagini