L'ATALANTE

TITOLO ORIGINALE L'Atalante (per un certo periodo uscì col titolo Le chaland qui passe)
ANNO 1934
PAESE Usa
REGIA Jean Vigo
GENERE Poetico
ATTORI PRINCIPALI Dita Parlo, Jean Dasté, Michel Simon, Gilles Margaritis, Louis Lefebvre
DURATA - FOTOGRAFIA 85' - bianco e nero
PRODUTTORE DVD Bim
L'Atalante - Jean Vigo: Dita Parlo

 

 

L'Atalante - Jean Vigo
L'Atalante - Jean Vigo: Dita Parlo
L'Atalante - Jean Vigo
L'Atalante - Jean Vigo

 


Punteggio assegnato al film: *****
Punteggio complessivo assegnato al dvd (edizione e film): ****

Recensione del 14/12/2005

 

 

Qualità video: buona, considerate le condizioni di partenza. Quella presentata qui è la versione frutto, più che di un restauro, di una vera e propria ricostruzione dell'originale, licenziata nel 1991 e oggetto di un'ulteriore revisione nel 2001.
Qualità audio: accettabile.
Lingue: Francese Dolby Digital 2.0
Sottotitoli: italiano, obbligatori
Formato video: 1.33:1 4/3
Extra significativi: un intervento, doveroso, di Enrico Ghezzi, che come sigla della sua trasmissione Fuori Orario ha scelto, fin dagli esordi, la sequenza del tuffo di Jean che "vede" Juliette. Ghezzi la definisce la più intensa scena d'amore di tutta la storia del cinema, mentre in altre circostanze ha proclamato tutto il film capolavoro assoluto di tutto il cinema. Ghezzi come sempre apre manciate di parentesi nei suoi discorsi, ma se non si ha la pretesa di dominare tutta l'architettura, se ne colgono comunque idee immancabilmente suggestive. Di grande interesse il documentario, di una quarantina di minuti, che narra la genesi della versione del film presentata in questo dvd. E' in francese con sottotitoli, così come l'altro cortometraggio, di una decina di minuti, che servì a suo tempo da introduzione alla proiezione del film restaurato.

Questa edizione è reperibile a sé stante, o insieme a Les enfants du Paradis e Aurora in un bellissimo cofanetto. I contenuti sono esattamente gli stessi.




COSA MI E' PIACIUTO: ho definito L'Atalante un film poetico, perché non ritengo lo si possa inquadrare né come dramma né come commedia. Sentimentale? E' riduttivo, perché la storia suggerisce molte considerazioni sulle scelte degli uomini riguardo alla vita in generale, e non solo all'amore. Le singole scene sembrano accatastate a casaccio, descrivono piccoli episodi di vita quotidiana senza enfatizzare nulla, ma soltanto sottolineando i diversi modi di esprimere la propria umanità che ciascuno dei personaggi possiede. Incantevole nella sua apparente ingenuità la musica di Maurice Jaubert, che nell'infantile girovagare per le tonalità ricorda certe melodie di Berlioz: si fonde perfettamente con la storia e con l'ambientazione e ne alimenta il fascino. Fra gli attori, il mattatore è Michel Simon, che sembra riproporre l'allegro Boudu del film di Renoir di due anni prima. L'Atalante è l'ultima parola di un genio morto di tubercolosi pochi mesi dopo il termine delle riprese, all'età di 29 anni. Vi si legge, come in Schubert, la precoce maturità di un giovane che intravvede la fine.

COSA NON MI HA CONVINTO: nulla.

Ho visto L'Atalante in francese con i sottotitoli obbligatori in italiano. Nel secondo disco c'è la versione doppiata in italiano


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